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20 luglio 2010
Trasversalismo di Città Democratica
Città Democratica di Cava de’ Tirreni è nata dopo le elezioni del marzo scorso, perse amaramente dall’amministrazione uscente da me guidata.

La coincidenza ha voluto che i suoi primi passi siano stati fatti in concomitanza  con il congresso del Circolo PD di Cava. Dal momento che un gran numero di noi aderenti a questa aggregazione  (non so come definirla diversamente; peraltro Città Democratica non ha ancora uno statuto, o  una qualsiasi altra formalizzazione) siamo iscritti al PD, è stato del tutto naturale che proponessimo  le stesse convinzioni che ci avevano spinto a dare vita a C.D. all’interno del partito. Abbiamo così dato vita ad una mozione congressuale locale, chiamata appunto “Città Democratica”, con il proposito di convincere la maggioranza del PD ad unirsi a noi in questo cammino.



Città Democratica è dunque anche una mozione del PD, ma non è solo questo.
Perché dunque è nata e cos’è?

CD è nata d’impulso per reagire a quanti nel nostro schieramento, subito dopo la batosta elettorale, sembrava avessero come unica preoccupazione quella  di non esporsi in una opposizione frontale alla nuova maggioranza, di rinnegare la precedente esperienza amministrativa, di ripulirsi la faccia agli occhi della città offrendole in pasto il sindaco uscente, facendogli così  pagare la scelta di dimettersi e di andare alle urne. Per qualcun altro la preoccupazione era invece quella  di contrattare il suo passaggio sul carro dei vincitori.

C’è stato perciò qualcuno di noi, non pochi per la verità, che ha reagito, evitando anche di lasciarsi risucchiare in un dibattito solo interno alla sinistra per una sorta di resa dei conti, ma che ha deciso di continuare  nell’impegno tra la gente e per la gente. Qualcuno che ha pensato che il progetto di città portato avanti dalla vecchia amministrazione fosse da difendere; che quella stessa esperienza di governo locale non andasse rinnegata;  anzi, che bisognava ripartire da lì, sia pure con un diverso leader in campo, per riproporre alla città un’idea di futuro nella quale potesse riconoscersi.
Un’idea di futuro nella quale non c’è posto per le piccole e grandi illegalità, a cominciare dalle illegalità urbanistiche, per le lobby di potere collaterali alla politica e che la condizionano, per il lassismo unito a disservizi verso i cittadini nel Comune, per le pacchianate di piazza spacciate per iniziative promozionali del turismo. Un’idea di futuro incentrato sulle bellezze ambientali della Valle, sul suo  alto prestigio culturale, sulla godibilità della sua architettura, sulla sua coesione sociale, sul primato della democrazia rispetto ai poteri paralleli alla politica.

Questo qualcuno  ha anche pensato che le ragioni della sconfitta non stavano solo nell’antipatia del sindaco o in una decisione sbagliata, e meno che mai in una bocciatura del progetto da parte dei  Cavesi,  ma che erano molto più profonde e risalivano ai profondi cambiamenti sociali della nostra città nell’ultimo trentennio ed alla presenza in essa di una fetta di economia sommersa di grandi proporzioni, su cui si regge per lo meno un terzo del reddito della vallata. Un’economia che si era sentita attaccata e costretta a ridimensionarsi dall’azione della amministrazione uscente.
Ci siamo dunque guardati negli occhi, molti di noi iscritti al PD, altri no, e ci siamo detti: abbiamo fino ad ora scherzato o ci credevamo? E se ci credevamo ha un senso oggi abbandonare il campo?
Qualcuno di noi ha anche detto: ma siamo isolati, in giro c’è solo scoramento, rischiamo di passare per quei giapponesi che non avevano capito che la guerra era finita da un pezzo e continuavano a combattere nella giungla, il PD stesso è contrario al nostro progetto, o almeno così appare oggi. In queste condizioni ne vale la pena?

La risposta è stata dunque: proprio perché in tanti c’è scoramento, tocca a noi dare l’esempio che si può fare opposizione, non solo sui banchi del Consiglio Comunale, ma in città, tra la gente. Organizziamoci, dividiamoci in gruppi di lavoro. Gravagnuolo in Consiglio Comunale faccia opposizione intransigente, anche da solo se gli altri non vogliono, prendiamo iniziative pubbliche. Così il gruppo “cultura” ha deciso di partire con una petizione contro l’abbandono della realizzazione del Teatro di Prosa Comunale da parte della nuova amministrazione; il gruppo “impresa e lavoro” è sceso in campo al fianco dei lavoratori di Villa Alba e della Despar; il gruppo “sport” ha seguito passo passo la vicenda della Cavese, in particolare affiancando l’iniziativa “Sogno Cavese”; altri si sono impegnati nella vicenda dei prefabbricati; altri sull’aumento della TARSU e sul decadimento delle condizioni di igiene pubblica in città.  Una parte di noi ha anche colto l’occasione del “sondaggio telematico” dell’amministrazione sulle luci dei portici per prendervi parte in maniera attiva. Gravagnuolo in Consiglio ha ripreso queste tematiche e le ha rilanciate in sede istituzionale, si è opposto in modo fermo alle scelte della nuova amministrazione, ma sulle cose, non pregiudizialmente.

Un gruppo di lavoro si è curato in particolare del congresso del PD, in cui abbiamo cercato di portare la nostra voglia di continuare a lottare e di non cambiare rotta rispetto al recente passato, magari per tornare agli anni degli inciuci e delle liturgie oligarchiche tra le segreterie sempre mutanti del centrosinistra cavese, che non ricordiamo affatto con nostalgia.

La prima risposta la abbiamo avuta con il voto telematico su “Borgo in luce”: il 62% a favore della scelta della nostra amministrazione; ed il neo sindaco ci aveva messo la faccia, sponsorizzando il ritorno alla vecchia illuminazione finto anticata. La petizione per il teatro ha superato 2700 sottoscrizioni (ci auguravamo di raggiungere le mille firme); i dipendenti di Villa Alba e della Despar hanno trovato in noi un interlocutore affidabile; tra alcune frange di tifosi (poche per la verità), tra la gente dei prefabbricati, in città si è visto che non eravamo in ginocchio. No, stiamo in piedi ed abbiamo fiato e forze per lottare per le nostre idee e per il nostro progetto.

Anche nel partito del PD, al di là dei veleni che hanno caratterizzato il suo congresso taroccato,  le nostre proposte sono state ampliamente apprezzate, tanto che circa duecento iscritti sui poco meno dei cinquecento che vanta il PD a Cava, fanno riferimento espressamente alla nostra mozione. Il congresso poi ha sancito, nonostante episodi da sant’uffizi non nuovi nella storia dei suoi partiti di provenienza (DC, PCI, PSI), il ruolo di maggioranza relativa della mozione di C.D.

Ora, alla luce degli episodi di questi giorni, molti di noi stanno riflettendo sul senso dello spreco di tante risorse nervose, di  tempo, di passioni per una vicenda tutta interna al ceto politico. Su questo rifletteremo a bocce ferme e lontani dai nervosismi di queste ore; ma è evidente che oggi, rispetto a tre mesi fa,  ci sono in città le condizioni per riprendere con maggiore fiducia il cammino interrotto. A partire proprio dal “lodo politico” degli anni scorsi.  La nostra amministrazione era stata una fabbrica di idee e di valori che avevano accomunato tutto il Centro Sinistra cavese come un corpo solo per circa quattro anni. E’ un patrimonio da non disperdere. Di lì siamo dunque ripartiti e proprio perciò ci siamo ritrovati e ci ritroviamo in Città Democratica non solo noi del PD (finquando ce ne sentiremo ancora parte), ma tanti che non guardano a quel partito come al proprio riferimento culturale privilegiato. Ci siamo ritrovati sul progetto non sulle sigle; sulla nostra voglia di sostenerlo insieme senza dividerci in nome delle tessere. Siamo convinti che il tempo ci darà ragione, anche in questo nostro trasversalismo genetico e programmatico insieme.

Sì, non siamo espressione di un partito, ma non dileggiamo i partiti; non siamo un nuovo partitino locale, ma siamo fortemente legati al progetto di città e di sviluppo locale nel quale abbiamo creduto e continuiamo a credere. Ci ritroviamo nella voglia di discutere insieme, di ascoltarci, di confrontarci con la città, di superare gli steccati ideologici che potrebbero offuscare la nostra unità, di combattere la Cava che non ci piace con grande energia.

Per questo nel nostro DNA c’è e resterà un’idea di politica che va oltre gli steccati di un singolo partito e forse anche di un singolo schieramento.

17 luglio 2010
Unità di Crisi Cavamarket: aggiornamenti
Di seguito i verbali degli incontri dell'Unità di Crisi Cavamarket. Sul tavolo di lavoro ho evidenziato anche la necessità di tutelare i lavoratori dell'indotto e sono state quindi avviate delle azioni in merito.

16.07 INCONTRO UNITA’ DI CRISI LAVORATORI CAVAMARKET

L’anno duemiladieci, addì sedici del mese di luglio, alle ore 16,00, nell’Ufficio del Sindaco, a Palazzo di Città, si è tenuto, l’incontro dell’Unità di Crisi relativa ai lavoratori del gruppo Cavamarket, alla presenza delle Organizzazioni Sindacali, del Rappresentante di Italia Lavoro e degli Amministratori della Società, per discutere dell’emergenza occupazionale che ha investito la stessa.
Sono presenti:
-    Galdi Marco - Sindaco
-    Gravagnuolo Luigi  – Componente Unità di Crisi- Cons. Com.le
-    Mazzeo Michele  -            “               “            “         “         
-    Izzo  Alfonso - Segretario Prov.le CISAL
-    Cavotta  Aniello -  Italia Lavoro         
-    Vitale Antonio  -  Consulente del Lavoro
-    Salzano Nicola  -  Sindacato UIL
-    Luciano Vito -      “          FILT
-    Maiorano Alfonso  -    “      " 
-    Della Monica Antonio - Amministratore Cavamarket
-    Romano Alberto - Consulente del Lavoro
-    De Caro Nicola -          “            “     “   
-    De Nicola Roberto - Amministratore Società Logistique Chaine
Verbalizza la dipendente comunale, M. Immacolata Pisapia.

Il Sindaco apre la seduta cedendo la parola al dott. Cavotta, rappresentante di Italia Lavoro.
Il dott. Cavotta prende la parola illustrando ai presenti la situazione attuale, in seguito alla nota dell’Inps di Caserta, con la quale è stato comunicato che, per mancanza dei requisiti necessari,  non e’ possibile concedere, ai lavoratori, la CIGO ordinaria. Pertanto, si rende necessario attivare la procedura per il ricorso alla CIGO straordinaria in deroga, tramite accordo sindacale. Bisogna chiedere un incontro presso l’UPSI della Provincia per attivare tale procedura.
Deve anche essere inoltrata istanza formale da indirizzare agli Enti competenti. Tutto questo rientra nella procedura formale.
Conseguentemente, il dott. Cavotta, attesa la gravità della situazione, prende contatto statim con il referente dell’UPSI di Caserta, il quale si rende disponibile ad un incontro per mercoledì 21 luglio prossimo, alle ore 12,00, al quale, i Sindacati presenti al tavolo odierno si impegnano ad assicurare la presenza delle OO.SS. territorialmente competenti.
Tutte le Parti presenti si impegnano, altresì, ciascuno per quanto di propria competenza, a sollecitare l’anticipazione del trattamento di integrazione salariale in favore dei lavoratori della Chaine Logistique.

Il consigliere Gravagnuolo interviene chiedendo al dott. Cavotta se esiste la possibilità di tutelare i dipendenti dell’indotto e chiede, in proposito, qual è la procedura da seguire per ammortizzare l’eventuale crisi.
Il dott. Cavotta risponde che la situazione è da considerare e che la procedura è la stessa di quella da lui prima descritta. Afferma, però, la necessità che l’A.C.  manifesti la propria volontà con un atto deliberativo di Consiglio, in cui faccia voto alle Autorità competenti al fine di fornire risposte ai cittadini che si trovano nella situazione in argomento.
Il consigliere Gravagnuolo suggerisce al Sindaco di chiedere alla Casa Madre, Società HDC, di far conoscere quale sia l’indotto di Cava de’ Tirreni.
Il dott. Cavotta sostiene la necessità di avere un confronto con l’indotto cavese, convocando gli interessati.

Il dott. Della Monica, riservandosi di effettuare un controllo più preciso, elenca, tra il suddetto indotto, quello più esposto, che corrisponde alle seguenti ditte: 
1)    DE SIO Ortofrutta
2)    TREMIL
3)    RUOPOLO PASQUALE
4)    APICELLA ALFONSO – Impianti elettrici
5)    SOCIETA’ IMPIANTI TECNOLOGICI di Sabatino Giancarmine.

Il Sindaco, a tal punto, afferma che l’Amministrazione provvederà a contattare le ditte di cui sopra per verificare se, nel loro ambito, vi sono stati licenziamenti di personale o riduzione di orario di lavoro, al fine di prevedere l’attivazione delle procedure per ottenere la Cassa Integrazione, da avviare in base alla natura dell’Azienda (industriale o commerciale).
Si impegna, altresì, a convocare il Consiglio Comunale per le determinazioni consequenziali.

L’Unità di Crisi e le OO.SS. fanno voto all’INPS Regionale ed all’Assessore Regionale al Lavoro affinché, in attesa dell’espletamento delle procedure, anche in considerazione del fatto che, dallo scorso mese di gennaio, i lavoratori della Chaine Logistique non percepiscono emolumento alcuno, si rendano disponibili ad operare l’anticipazione del Trattamento di Integrazione Salariale, nonché la massima celerità sull’emanazione del Decreto.

A questo punto la seduta viene tolta.
Del che il presente verbale letto, confermato e sottoscritto.


12.07 INCONTRO UNITA’ DI CRISI LAVORATORI CAVAMARKET

L’anno duemiladieci, addì dodici del mese di luglio, alle ore 17,00, nella Sala Commissioni di Palazzo di Città, si è tenuto, su convocazione del Sindaco, l’incontro dell’Unità di Crisi relativa ai lavoratori Cavamarket, alla presenza delle OO.SS., del curatore fallimentare della società Cava Market, del rappresentante di Italia Lavoro e di una delegazione dei lavoratori delle Sezioni Logistica e Commerciale della Società, per discutere in generale della situazione di Cavamarket nonché, in particolare della situazione relativa alla società controllata “Chaine Logistique S.r.l.”.

Sono presenti:
-    Galdi Marco -  Sindaco
-    Napoli Luigi –  V. Sindaco-Assessore al Lavoro
-    Salsano Carmine – Assessore alle Attività Produttive
-    Gravagnuolo Luigi – Componente Unità di Crisi- Cons. Com.le
-    Mazzeo Michele    -            “               “            “         “          “
-    Alari  Giovanni   -        Curatore fallimentare Società Cava market SpA
-    Fioraso Lorenzo            -       Sindacato  CISAL
-    Izzo Alfonso                  -        Segretario Prov.le CISAL
-    Coppola Tiziano            -        Sindacato CISAL
-    Cavotta Aniello           .-       Italia Lavoro
-    Rispoli Giovanni          -        Sindacato UGL
-    Ardolino Aldo             -       Segretario di Categoria
-    Sabato Nadia          -         Sindacato UIL
-    Salzano Nicola           -              “           “
-    Luciano Vito           -        Sindacato FILT - CGIL
-    Maiorano Alfonso        -                 “          “     “
-    Vitale Antonio        -        Consulente del Lavoro

I presenti riuniti presso la Casa comunale
  • Rilevano che, nonostante la crisi aziendale della La Chaine Logistique s.r.l.  che ha visto i dipendenti privi di stipendio fin dallo scorso mese di gennaio, ad oggi non è ancora intervenuta alcuna determinazione circa la concessione di ammortizzatori sociali, idonei ad alleviare il gravissimo disagio economico in cui si trovano i lavoratori e le loro famiglie;
Chiedono
  • che al più presto sia definita la pratica relativa alla cassa integrazione ordinaria per detti lavoratori, per consentire, anche nella malaugurata ipotesi del diniego di concessione della C.I.G.O., per eventuale mancanza dei requisiti, di intraprendere la strada della richiesta di  Cassa integrazione Speciale in deroga.
Ribadiscono
  • che lo stato di estrema difficoltà economica in cui versano le famiglie dei lavoratori della L.C. impone assoluta tempestività nell’espletamento di tutte le procedure necessarie al conseguimento degli ammortizzatori sociali.
Decidono
  • di inviare il presente verbale, limitatamente alla parte che precede, all’INPS di Caserta, ai Sig.ri Prefetti di Caserta e Salerno, al Sottosegretario di Stato al Lavoro Sen. Pasquale Viespoli.
I sindacati dei lavoratori chiedono all’Amministrazione comunale di Cava de’ Tirreni di congelare l’esazione della TARSU per i lavoratori del gruppo Cavamarket.
Il Sig. Sindaco prende atto della richiesta e si riserva di valutare in sede di Giunta comunale e Consiglio comunale la richiesta avanzata, pur anticipando che è Sua intenzione proporre la rateizzazione del pagamento della Tassa, su richiesta dei singoli lavoratori, previa verifica, da parte dei Servizi Sociali, dello stato di bisogno, con dilazione del pagamento della prima rata successivamente alla riscossione della Cassa Integrazione Guadagni.
L’Amministrazione si impegna, inoltre, a convocare l’Amministratore della La Chaine Logistique s.r.l.  per il giorno di lunedì 19 p.v., per chiedergli di avviare la procedura di richiesta della  Cassa Integrazione Straordinaria in deroga.
Non essendovi altro da discutere, alle ore 19,30 si scioglie la riunione.



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15 luglio 2010
Lippi e la politica


2006, Lippi vince il Mondiale: è un padreterno.
2010, un disastro: Lippi è un bischero.
La logica del calcio e dello sport è questa, e va anche bene che sia questa. Tra due squadre, tra due atleti, tra due contendenti  nello sport, non sono in gioco rapporti sociali diversi, valori diversi, progetti per il governo di un paese o di una comunità diversi. La partita si gioca solo sul terreno di chi è più bravo (errori  o magagne arbitrali a parte).
Non va bene che la stessa logica venga esportata alla politica. Ma tant’è, anche in politica oggi per la gran parte  l’unica cosa che conta è vincere, tutto il resto è noia. Vinci le elezioni? Sei un gran figo. Le perdi? Sei da buttare.

A me questa deriva non garba. Se l’unico scopo dell’impegno politico è vincere, diventa  inevitabile lo smarrimento dei valori, l’indifferenza verso i progetti, la strumentalità opportunistica dei rapporti umani.

Mi veniva in mente questa riflessione leggendo in questi giorni della P3, della cinica lotta per il potere in atto in Italia ed in Campania,  e sbirciando qualche reportage che ci informa della collusione, o quanto meno della compiacenza di parlamentari, di amministratori  e di consiglieri regionali anche della sinistra con questi ambienti. Sì,della sinistra ed anche del PD. Voti non olent, si direbbe. Leggendo queste cose,  mi  chiedevo, come vi chiedo: ma è solo una deriva personale di qualche nostro rappresentante “di successo”?  E’ solo una conseguenza della liquidità del partito e dei partiti in genere, che non riescono più a selezionare ed a formare le loro dirigenze? O in questa deriva non ha una grossa parte proprio la cultura del vincere ad ogni costo?
Se contrastando la delinquenza in alcune aree del Paese, del Mezzogiorno in particolare, sai con certezza che perderai le elezioni e che poi tutti, a cominciare dai tuoi, ti daranno del bischero perché hai perso, non finirai per rinunciare a quell’opera di contrasto?

E’ così che troppo spesso i migliori, fatto capolino nella politica, capita l’antifona, o se ne ritraggono indignati o finiscono per strillare alla luna, mentre i più scafati diventano parte integrante del sistema.
Io comincerei a riflettere nella sinistra sull’ansia da sconfitta, come sul  minoritarismo settario che si compiace del proprio isolamento tra “buoni e puri”. Tornerei al grande Eco di “Apocalattici ed Integrati”. Riprenderei a ragionare da lì.

E dalle conclusioni di un recente articolo di Roberto Saviano su La Repubblica del 13 luglio u.s. titolato “Le regole del Sistema – Così la camorra comanda e fa cadere i governi”. Nelle conclusioni appunto Saviano sembra riprendere l’anatema di Benedetto Croce contro le borghesie del Mezzogiorno, incapaci di assumersi le responsabilità di classe dirigente. Ecco le parole di Saviano: <<I casalesi hanno un’espressione per giustificare la loro ossessione di comandare, “il mondo è di chi se lo merita”. Sarebbe bellissimo se il merito smettesse di essere questa dannata capacità di corruzione e violenza. E merito potrebbe essere interrompere questi meccanismi. Ma per interromperli bisogna conoscerli e continuare a raccontarli e contrastarli rompendo questa gigantesca omertà che si declina tra chi ha paura di raccontare e chi non vuol sapere. Solo così rimane accesa una speranza di cambiamento>>.
E con la formazione di una classe politica che non abbia il terrore di perdere, aggiungerei io.



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13 luglio 2010
I primi cento giorni di Galdi
Leggo una piccata risposta del Sindaco ad alcune affermazioni da me fatte ieri in conferenza stampa circa l'uso blasfemo di quelli che lui ha più volte dichiarato essere "soldi sacri", cioe' quelli del bilancio comunale. Ho denunciato in conferenza l'impegno senza alcuna procedura di selezione trasparente di centomila euro prelevati dal Fondo di Riserva per feste e festini vari, alcuni neanche precisati. Il Sindaco nella sua replica, rivendicando la presunta legittimita' di tale impegno, dice testualmente: "se le accuse fossero vere invito il consigliere a farne denuncia formale". Pur non avendo io mai amato la politica portata nelle aule del tribunale, se questa e' la sfida, vedro' di accontentarlo.
Riguardo all'Ospedale della Siemens da realizzarsi presso l'ex Cofima, confermo: e' una bufala.
Luigi Gravagnuolo



COMUNICATO STAMPA
Oggetto: nota del sindaco prof. Marco Galdi in risposta alle accuse del consigliere
Cava de’ Tirreni, 13 luglio 2010

“La delibera oggetto di contestazione da parte del consigliere Gravagnuolo elenca una serie di impegni di spesa che verranno impiegati durante le manifestazioni 2010 dall’Assessorato al Turismo, Sport, Spettacolo e Folclore. Non ci sono contributi anonimi ed eventuali voci non attribuibili a manifestazioni sono relative a spese dell’assessorato e non a contributi dati a terzi. In ogni caso Se le accuse, ridondanti ma prive di fondamento, fossero vere inviterei il consigliere a farne denuncia formale per svolgere il suo ruolo- dichiara il primo cittadino, prof. avv. Marco Galdi- Poiché evidentemente non c’è nulla di illegittimo ma solo la volontà di dare una svolta dal punto di vista del Turismo, dello Spettacolo e dello Sport alla città ritengo che siano solo attacchi pretestuosi, segno della rabbia di chi avendo fatto male ha perso ed oggi non rappresenta null’altro che se stesso. Quanto all’accusa che l’ipotesi di costruire il nuovo ospedale sarebbe una bufala penso solo che se avessimo avuto ancora Gravagnuolo sindaco certamente avremmo avuto chiuso il vecchio ospedale per il quale questa amministrazione come tutto il centrodestra si sono battuti come leoni. Lui invece aveva già rinunciato al pronto soccorso attivo aperto 24 ore al giorno. Meno male che i cittadini l’hanno capito e l’hanno rimandato a casa.














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6 luglio 2010
Fallimento Cava Market: convocazione Tavolo Unità di Crisi
Questa mattina, in seguito alla decisione del giudice fallimentare di dichiarare il fallimento del Gruppo Cava Market, nella stanza dei Gruppi di Minoranza del Municipio, mi sono incontrato con una delegazione di lavoratori del gruppo, molto preoccupati per l’evoluzione negativa della crisi aziendale. Erano presenti anche i colleghi consiglieri comunali Nunzio Senatore e Vincenzo Servalli, nonché una rappresentanza di Città Democratica.

Al termine della approfondita discussione abbiamo deciso di chiedere al Sindaco la convocazione URGENTE del Tavolo dell’Unità di Crisi, allargato alle rappresentanze sindacali e ad una delegazione di lavoratori del gruppo per esaminare la situazione e prendere le iniziative necessarie.

La richiesta a mia firma, in quanto componente di diritto dell’Unità di Crisi, è stata protocollata al numero 40721 in data odierna.

Comunicato Stampa di Luigi Gravagnuolo
Capogruppo “La Città Nuova”
Componente dell’Unità di Crisi Comune di Cava de’ Tirreni


6 luglio 2010
Il paraculo partitocratico
Ho incontrato un mio conoscente, simpatico nomade politico tra tante sigle nella sua vita che l’arco costituzionale è stato da sempre un recinto troppo angusto per le sue migrazioni.
Mi vede, mi ferma e mi dice: <<Giggì, mo’ mi devi dare un consiglio. Tu che sei sempre aggiornato, mi serve un partito che a Cava non è ancora arrivato, anche una sigla qualsiasi, basta che sia di quelle che escono  sui giornali >>. Capisco già, ma faccio il tonto e gli chiedo: <<E che te ne devi fare?>> E lui: <<Non capisci? quando bisognerà nominare qualcuno, individuare il candidato sindaco o un deputato, o altro, io mi dovrò sedere al tavolo dei partiti e, se non mi daranno qualcosa mi metterò di traverso>>.
Gran paraculo, direte voi, ed anche una spiegazione elementare del perché oggi proliferano tante sigle politiche nel nostro paese.

Il problema è il king maker: chi decide i candidati o il candidato? Se il king maker saranno ancora le segreterie dei partiti, cioè una oligarchia autoreferenziale, il vero problema per chi vuole stare dentro i giochi, magari per un tornaconto personale, sarà quello di farne parte.
Se invece a decidere la partita saranno i cittadini attraverso la democrazia diretta – le primarie, ad esempio – chi vorrà stare nel “mazzo di carte”, dovrà innanzitutto avere un minimo di radicamento tra la gente per poter dire la sua. Certo, questo radicamento lo potrà costruire anche con metodi clientelari, ma comunque sarà riferimento di qualcuno, di qualcosa. Se poi questo radicamento lo costruirà intorno ad un progetto concreto, di interesse generale, saremo alla buona politica, o quanto meno alla maggiore approssimazione oggi possibile ad essa.

Paradossalmente anche le attuali  vicende interne ai partiti che conservano una parvenza di realtà organizzata e di vita democratica interna vanno lette i questo modo. Il mio amico paraculo, se troverà già “occupate” tutte le sigle, si cimenterà nella battaglia interna ad uno dei partiti esistenti per prenderne il controllo o per condizionarlo. Del progetto, del radicamento sul territorio si riempirà forse anche la bocca, ma per sciacquarsela e buttare via l’acqua; il suo orizzonte sarà tutto interno al partito, che cercherà di conquistare alleandosi con chi gli capita pur di stare nella “maggioranza” che conta.

E se i cittadini una buona volta si rifiutassero di essere presi per i fondelli  e ridotti a base per sostenere le aspirazioni personali del paraculo di turno? Se decidessero di sostenere solo chi ha un progetto vero, chi ci crede, chi ha spirito di servizio? Da quanti approfittatori in meno sarebbe popolata la nostra politica? Quanto i partiti, sarebbero costretti a misurarsi sui progetti reali ed a radicarsi sui territori, piuttosto che ridursi a palestre dove si consumano le loro lotte intestine.
Il simpatico paraculo avrebbe una sola possibilità, decidere di trovarsi un lavoro. Sempre che ne fosse capace.



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26 giugno 2010
Sfasciare tutto
Il Consiglio Comunale del 21 giugno u.s. ha deliberato per la liquidazione della Società Metellia Multiservice srl e di Cava de’ Tirreni Patrimonio srl. Io, insieme ai pochi altri consiglieri restati all’opposizione,  mi sono opposto ad entrambe.

La Metelliana Parcheggi  era stata fondata dall’ACI il 19 marzo 2001, con l’Amministrazione Fiorillo, allo scopo di contrastare la presenza su strada di parcheggiatori abusivi o inquadrati in alcune coop alquanto aggressive. Contestualmente a tale azione amministrativa  Cava fu interessata da episodi di minacce, attentati, violenze verso singoli amministratori del Comune che finirono al vaglio della magistratura penale. Nel 2004, Messina sindaco, il Comune acquisì il 100% delle azioni della Metelliana, municipalizzandola. Durante la mia amministrazione la abbiamo trasformata in una multiservice, modificandone anche la ragione sociale in Metellia Multiservice srl. Ad essa, oltre ai parcheggi, abbiamo affidato la gestione delle mostre d’arte, dei campi sportivi, di servizi occasionali, delle Api calessino ed avevamo intenzione di accrescere il suo impegno in città in molti altri settori d’intervento.

La società è sana, efficiente, dinamica. Ha avuto una grande capacità di investimenti in proprio, tutti ampliamente ammortizzabili in breve tempo, che hanno migliorato la qualità dell’organizzazione della città ed accresciuto la dotazione patrimoniale del Comune. Durante il nostro mandato la società ha anche creato nuove opportunità di lavoro per alcuni giovani cavesi che hanno superato prove pubbliche serie ed impegnative.

Non c’era alcuna ragione contabile o gestionale per metterla in liquidazione; né il Sindaco aveva la facoltà, in quanto rappresentante del Socio unico, di bocciarne il bilancio. Le norme, la dottrina e la copiosa giurisprudenza sono al riguardo chiarissime: il bilancio ha una funzione “informativa”, l’unico suo obbligo è quello della chiarezza ed esaustività delle informazioni che fornisce ai soci per metterli in condizioni capire l’andamento della gestione della società. Se i soci non fossero convinti della completezza delle informazioni ricevute tramite la proposta di bilancio redatta dagli amministratori, devono chiedere al CdA di integrarlo con i dati ritenuti carenti. Solo in caso di rifiuto a questo adempimento  da parte degli amministratori il Socio può legittimamente procedere alla bocciatura del bilancio ed agli atti consequenziali.

E’ ovvio che la discussione sul bilancio costituisca anche un’occasione per esprimere giudizi sulla gestione della società, ma tale giudizio non coincide con l’approvazione o con il rigetto del bilancio, perché un bilancio che riferisca correttamente è meritevole di approvazione pure se la gestione della società sia criticabilissima.

Fin qui le norme, la giurisprudenza e la dottrina.

Il Sindaco in sede di assemblea non ha obiettato nulla sulla chiarezza del bilancio, né lo avevano fatto  prima di lui nella loro relazione  i Revisori del Comune, ai quali il primo cittadino aveva affidato una indagine ispettiva sulla società. Né il Sindaco ha chiesto delucidazioni o nuove informazioni agli amministratori. Ha viceversa espresso giudizi negativi sulla gestione della società, peraltro ampliamente opinabili, e ne ha fatto discendere la scelta di bocciare il bilancio. A mio avviso  le norme non glielo consentivano.

Il tutto è stato  finalizzato a determinare un clima di sospetti, di insinuazioni, di allarme sullo stato della Società allo scopo di poterne deliberare la liquidazione.  Come saranno gestite, nel disegno del Sindaco, le aree di sosta di Cava  dopo la liquidazione, ognuno può immaginarlo da sé. Sta di fatto che nelle scorse settimane abbiamo assistito ad un ritorno sulla scena di personaggi  il cui raggio d’azione era stato molto ridimensionato con il passaggio della gestione dei parcheggi dalle coop alla Metelliana Parcheggi e che erano stati protagonisti di quei giorni di tensione in città. Gli stessi che si sono dati molto da fare nell’ultima campagna elettorale a favore del sindaco eletto.

Io rivendico alla strenua battaglia dell’opposizione una attuale minore baldanza del Sindaco nel condurre il suo disegno ed una sua prudenza sulle prospettiva (“… il liquidatore potrebbe anche decidere di rimettere in azione la società, o di metterla sul mercato ad evidenza pubblica, etc…”). Ma se questo è, se non si vuole smantellare la società, o quanto meno se non si hanno le idee chiare sulla prospettiva, che bisogno c’era di metterla in liquidazione? E se si decidesse infine di  metterla sul mercato, quanto grande sarà stato il danno patrimoniale arrecato all’Ente in termini di deprezzamento della società con la sua immotivata, frettolosa messa in liquidazione?

Una amenità en passant: nella stessa seduta del CC del 21 u.s., aperta con l’annuncio dell’erogazione in maniera discrezionale di contributi a favore di manifestazioni diverse (tra le quali Fantastica 2010 ed altre perle, ivi comprese una singolare voce “attività varie” non meglio definite) per un ammontare di 100.000,00 euro del bilancio comunale; e proseguita la richiesta al CC di autorizzare il Sindaco a versare 150.000,00 euro del bilancio comunale per sanare i debiti privati della Società Cavese Calcio 1919; il primo cittadino sindacava su contributi versati dalla Metellia a parrocchie e ad associazioni di volontariato cavesi per un totale di 66mila euro dichiarando: “I soldi dei cittadini sono sacri, nessuno può spenderli in modo improprio!”. Evito commenti.

Per  Cava Patrimonio srl siamo su un diverso piano. Il Sindaco semplicemente non ha capito che cosa sia. Ha legiucchiato sommariamente un verbale dei Revisori dei Conti del Comune, stilato in una fase di aspra tensione politica che aveva coinvolto due suoi componenti (vicenda ora al vaglio della Magistratura penale), verbale che peraltro ne contraddiceva uno precedente dello stesso organo, con il quale si encomiavano le scelte della mia amministrazione,  e ne ha dedotto che Cava Patrimonio  non serve perché il Comune può vendere i suoi immobili non “strategici” direttamente con asta pubblica. I benefici che derivano per gli Enti dalle leggi 410/01, 289/02 ed ultima dalla legge 133/08 art. 58 (tutte leggi dei Governi di Centro Destra), in termini di valorizzazione del patrimonio dell’Ente, di regime fiscale, di bancabilità dei beni gli sfuggono completamente. Tuttavia su questo argomento l’Amministrazione ha deciso di rinunciare ad un vantaggio, ma non ha arrecato danni evidenti alla città. Sulla Metellia è diverso, lì i danni ci sono e sono pesanti.

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permalink | inviato da Luigi Gravagnuolo il 26/6/2010 alle 20:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

22 giugno 2010
Fondo di riserva del Sindaco
 
Ricordate la posta di 801.000,00 euro appostate sul Fondo di Riserva del Sindaco con la variazione di bilancio votata in CC lo scorso 7 giugno? Ricordate anche che io avevo denunciato il sospetto di scopi clientelari dietro questa operazione? Bene, neanche quindici giorni e ne abbiamo avuto la certezza.

Ieri, con un blitz (l’atto non era nella cartella 48 h prima del CC) il Presidente del Consiglio ha frettolosamente comunicato ai Consiglieri Comunali il primo prelevamento da questo fondo di 100.000,00 euro così distribuiti:
2000.00 Itinerari d’ambiente; 7000,00 Tavola Rotonda sui Gemellaggi;
1500,00 Palio della Quintana; 5000,00 Festival del Fumetto; 5.500,00 Cava e il Borgo; 6000,00 Fantastica 2010 Finale Nazionale; 1000,00 Tirreno Festival; 5000,00 Spese di promozione pubblicitaria; 5000,00 Attività varie (questa è una chicca!!!); 10.000,00 Cava dalle 10 Piazze; 20.000,00 Giochi e Tradizioni nel Medioevo; 17.000,00 NatalèArte 2010; 15.000,00 Natale dello Sportivo.

Noi avevamo adottato in CC un Regolamento sui Contributi per garantire la trasparenza, loro lo aggirano in maniera spudorata. Ed espropriano la dirigenza dei suoi doveri gestionali attribuendo quella enorm e somma di 801.000,00 euro alla discrezionalità del Sindaco.

Nella stessa seduta, dopo aver proposto ed ottenuto un ulteriore esborso di 150.000,00 euro per sanare parte dei debiti (privati) della Cavese Calcio 1919, il Sindaco ha denunciato la scelleratezza dell’ex CdA della Metellia che aveva dato modesti contributi a parrocchie e centri di solidarietà sociale cavesi dichiarando: “Per me i soldi pubblici sono sacri e non vanno spesi per contributi impropri”.

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permalink | inviato da Luigi Gravagnuolo il 22/6/2010 alle 23:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

18 giugno 2010
Perchè da solo?
Alcuni amici di Città Democratica mi hanno chiesto di ripetere pubblicamente ancora una volta, anche tramite il nostro blog, le ragioni per cui non faccio parte e non farò parte del Gruppo Consiliare del PD al Comune di Cava de’ Tirreni, anche se la mozione Città Democratica dovesse vincere il prossimo congresso del Partito. Volentieri accetto di farlo.

Alle elezioni di marzo, ancorché perse, io (vorrei tanto poter dire “noi”, ma  rischierei di cadere nel ridicolo) mi sono proposto al corpo elettorale con un progetto civico ed un programma molto articolato (La Città Nuova), dicendo in sostanza: mi sta bene, anzi sollecito il sostegno di tutti i partiti che condividono questo progetto e questo programma e li invito a partecipare alle mie liste, così come invito a farne parte singoli esponenti della società cavese a prescindere dalle loro collocazioni o simpatie politiche più generali; io, Luigi Gravagnuolo, giuro fedeltà solo a questo progetto e mi impegno ad onorarlo anche qualora interessi di parte (o di partito), ivi compresi quelli della mia parte, dovessero andare in contrasto con esso.

In più tentavo con quelle liste di superare il limite più grande del esperienza amministrativa del 2006/09, l’essermi impegnato a subire candidature nelle liste ed indicazioni in Giunta da parte dei partiti, che avevo e che ho rispettato nella loro autonomia durante l’intero mandato, anche quando esse sarebbero state, come lo sono state evidentemente, sbagliate.
Questa, in estrema sintesi, è stata la proposta politica fatta alla città; una proposta dalla fortissima impronta civica, alla quale hanno aderito importanti formazioni politiche come il PD, SEL, IDV, Socialisti e Repubblicani.

La proposta è stata bocciata dall’elettorato ed è pertanto del tutto ovvio che i partiti che vi avevano aderito o singole personalità della vita cittadina ne prendano oggi le distanze e cerchino altre strade. Non mi stupisce e non mi amareggia.
Tuttavia questa proposta è stata votata da poco meno di tredicimila Cavesi con una forte sottolineatura della fiducia personale nei miei confronti, come suo garante.
Le due liste (Solo per Cava e Cava Millennio) hanno ottenuto nel loro insieme 10.924 voti, il candidato Sindaco ne ha avuto 12.579, 1.655 in più delle liste, ai quali vanno aggiunti 594 voti con il contrassegno solo sul nome del sindaco e su uno dei due simboli, senza alcuna indicazione di preferenza.
Nel complesso 2.249 voti solo sulla mia persona. Tra questi tanti, la gran parte, sono stati voti disgiunti, di elettori cioè che hanno votato come consigliere un candidato presente nelle liste della Destra o della Federazione della Sinistra, ma me come candidato sindaco. Si tratta evidentemente di persone che non si riconoscono nel PD, ma hanno espresso una fiducia in me come persona garante del progetto. Già questo mi induce a considerare un mio inderogabile dovere non tradirli. Io devo, sottolineo devo, mantenere l’impegno civico e di progetto.
Se poi facciamo la conta di quanti voti rappresentano in CC i nove eletti delle due liste, in tutto 3.936 voti, vediamo che c’è uno scarto di 6.394 voti espressi a favore di candidati delle mie liste non eletti e che non sono rappresentati dagli attuali consiglieri, alcuni dei quali, peraltro, sono già passati con l’attuale maggioranza.

Chi rappresenterà nei prossimi quattro anni e mezzo di consiliatura  questi elettori in CC? Chi rappresenterà le esigenze di chi ha votato per i candidati di SEL, dei Socialisti, dei Repubblicani, di IdV, dei tanti protagonisti della nostra vita democratica cittadina non iscritti a nessun partito, candidatisi con le mie liste di progetto e non eletti? Lo farò io e lo faranno in parte, finora, i consiglieri eletti Sabato Sorrentino ed Enrico Polichetti, con i quali c’è una evidente sintonia, sia pure non una omogeneità totale.
Altri viceversa si riconoscono nelle posizioni attuali di alcuni degli eletti i quali,  giustamente dal loro punto di vista che io non contesto, rappresenteranno i loro elettori proponendosi come espressione del PD vincolati alle sue decisioni, o dalle file della maggioranza, o tenendosi le mani libere sia dai partiti che dal progetto.
Nel mio caso non può essere. Non me la sento di lasciare orfani di rappresentanza circa cinquemila elettori che mi chiedono di difendere il progetto al quale avevo, avevamo, avevano creduto. Considero a questo fine i 2.249 voti andati solo sul mio nome più una metà di quelli andati su candidati non eletti, molti dei quali oggi membri di Città Democratica, il raggruppamento politico di quanti vogliono continuare a portare avanti in città il progetto della Città Nuova di cui avevamo parlato in campagna elettorale.

Ecco perché, pur continuando a partecipare alla vita interna del PD, al quale sono iscritto e di cui mi sento parte, ed a tutte le iniziative e campagne del Partito su scala nazionale, regionale e provinciale, facendomene anche portavoce in Consiglio se ciò fosse ritenuto utile dal Partito, non potrò mai accettare una disciplina di partito in contrasto con quanto ho promesso ai cittadini in campagna elettorale. Ed ecco quindi perché non aderirò né oggi, né domani, al gruppo PD in CC, augurandomi invece che, magari in un secondo momento,  altri consiglieri vogliano sentirsi insieme a me vincolati agli impegni assunti in campagna elettorale e che perciò io non resti per tutta la consigliatura “solo” per Cava. Cosa che comunque non mi spaventa affatto.

16 giugno 2010
Avvio riqualificazione di Villa Schwerte
Evidenzio con soddisfazione l'avvio dei lavori di riqualificazione di Villa Schwerte,  frutto della progettualità e dei conseguenti finanziamenti ottenuti in ambito P.I.U Europa dalla giunta che ho presieduto.
Di seguito il comunicato stampa del Comune.

"L’assessorato alla Manutenzione, retto dal dott. Mario Pannullo, comunica che la villa comunale di via Vittorio Veneto (villa Schwerte) chiuderà il prossimo 21 giugno per lavori di riqualificazione nell’ambito di un intervento programmato grazie al P.O.R. 2007/2013, Obiettivo 6.1, Programma P.I.U. Europa.
La cittadinanza dovrà pazientare circa sei mesi, questi i tempi previsti per i lavori, prima di poter tornare a fruire del polmone di verde pubblico nel cuore della vallata."


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permalink | inviato da Luigi Gravagnuolo il 16/6/2010 alle 14:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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